Frontiere, main partner tecnico di Fucina Cyber Lab: quando l’ingegneria guida l’innovazione cyber
Intervista a Giampaolo Fiorentino, Chief AI & Data Strategy di Frontiere
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15 Dicembre 2025
Denise Harb
Denise Harb
- Cybersecurity, Tecnologia
Fucina Cyber Lab nasce con un obiettivo chiaro: trasformare il potenziale tecnologico in soluzioni di cybersecurity solide, scalabili e realmente adottabili.
Un’ambizione che richiede non solo visione, ma anche fondamenta tecniche robuste. Per questo Frontiere è stata coinvolta fin dalle fasi iniziali come main partner tecnico del programma.
Ne parliamo con Giampaolo Fiorentino, Chief AI & Data Strategy di Frontiere, per approfondire il ruolo dell’ingegneria nella costruzione di Fucina Cyber Lab, il valore di un approccio tecnico sin dalla progettazione e la visione di lungo periodo per l’ecosistema cyber nazionale.
Partiamo dal quadro generale: cos’è Fucina Cyber Lab e quali obiettivi si pone in questa fase iniziale?
Fucina Cyber Lab è un programma di accelerazione verticale in ambito cybersecurity, progettato su un orizzonte triennale, con un batch di startup selezionate ogni anno.
È pensato per realtà già avviate, con una tecnologia e un potenziale chiaro, che si trovano nella fase in cui è necessario accelerare maturità tecnica, scalabilità e adozione di mercato.
In questa fase iniziale, l’obiettivo del programma è duplice:
- da un lato, accompagnare ogni batch in un percorso di crescita intenso e mirato, lavorando su prodotto, sicurezza, architettura e validazione;
- dall’altro, costruire progressivamente un nucleo di imprese cyber solide, che nel tempo contribuiscano a rafforzare l’ecosistema nazionale.
Fucina Cyber Lab nasce quindi come un acceleratore ad alta intensità, orientato a trasformare il potenziale tecnologico in soluzioni pronte per crescere.
Fucina Cyber Lab non è un’iniziativa nata da un giorno all’altro. Come si è sviluppata l’idea e quale ruolo ha avuto Frontiere?
Fucina Cyber Lab nasce da un percorso di progettazione consapevole, che valorizza l’esperienza pluriennale di Alan Advantage nella costruzione e gestione di programmi dedicati alle startup e nell’interazione continua con l’ecosistema dell’innovazione.
Nel tempo, Alan Advantage ha maturato una profonda conoscenza delle dinamiche che caratterizzano la crescita delle startup: dal passaggio dal prototipo al prodotto, fino al confronto con il mercato e con partner industriali.
Questa esperienza ha portato alla definizione di un programma di accelerazione mirato, costruito per rispondere alle esigenze concrete delle realtà cyber già operative.
In questo percorso, Frontiere è stata coinvolta fin dalle fasi iniziali per integrare l’expertise di Alan Advantage con una visione tecnica e ingegneristica capace di rendere il programma solido, credibile e coerente con la complessità del settore cybersecurity.
Quali elementi della vostra esperienza hanno contribuito a definire la struttura e l’identità di Fucina Cyber Lab?
La scelta di Frontiere come main partner tecnico è stata strategica perché accelerare startup cyber già avviate richiede competenze tecniche profonde e trasversali, in grado di accompagnare soluzioni esistenti verso una fase di maggiore maturità.
Frontiere porta competenze consolidate in:
- progettazione di architetture sicure e resilienti;
- integrazione della cybersecurity by design in prodotti già operativi;
- gestione di identità e accessi, threat intelligence e incident response;
- compliance e governance in contesti regolati;
- approccio needs-driven orientato a casi d’uso reali.
Queste competenze permettono di rendere l’accelerazione concreta e misurabile, agendo sui nodi tecnici che determinano la scalabilità e l’adozione delle soluzioni.
In che modo Frontiere sta contribuendo a costruire le fondamenta tecniche di Fucina Cyber Lab?
La struttura di Fucina Cyber Lab riflette una visione condivisa tra Alan Advantage e Frontiere: un’accelerazione che lavora sulla sostanza.
In particolare:
- attenzione alle scelte architetturali e di sicurezza non più rimandabili;
- focus su scalabilità, resilienza e affidabilità;
- integrazione di sicurezza e conformità come fattori abilitanti del business;
- accompagnamento delle startup nel passaggio da soluzione funzionante a prodotto pronto per il mercato.
Questo ha contribuito a definire Fucina Cyber Lab come un programma esigente, ma orientato alla crescita reale.
Qual è il vero valore di avere un partner tecnico forte già nella fase di ideazione di Fucina Cyber Lab?
Il valore è la possibilità di intervenire subito sui fattori critici della crescita.
In ambito cybersecurity, decisioni tecniche prese troppo tardi possono rallentare o bloccare l’evoluzione di una soluzione.
Un partner tecnico forte consente di anticipare questi aspetti e di accompagnare le startup in un percorso di crescita più lineare e sostenibile.
Come immaginate che la presenza di Frontiere possa facilitare il lavoro delle startup che entreranno in Fucina Cyber Lab?
La presenza di Frontiere in Fucina Cyber Lab è pensata per ridurre la complessità che le startup incontrano nella fase di accelerazione, intervenendo sui nodi tecnici che più spesso rallentano la crescita.
In concreto, Frontiere affianca le startup nel:
- rafforzare e mettere a terra ciò che è già stato costruito, evitando ripartenze o rework inutili;
- prendere decisioni architetturali e di sicurezza consapevoli, fondamentali quando si passa a contesti enterprise o regolati;
- integrare sicurezza, scalabilità e compliance nel prodotto, come fattori abilitanti e non come vincoli a posteriori.
In questo modo, le startup possono concentrarsi sullo sviluppo del business e sulla validazione di mercato, sapendo di avere al loro fianco un partner che parla il loro linguaggio tecnico e comprende le esigenze di crescita reale.
L’obiettivo è accelerare il passaggio dal potenziale alla maturità, rendendo il lavoro delle startup più efficace, focalizzato e orientato all’adozione.
Qual è la visione di Frontiere su ciò che Fucina Cyber Lab può diventare nel medio-lungo periodo?
Nel medio-lungo periodo, Fucina Cyber Lab può diventare uno snodo strategico dell’ecosistema cyber nazionale, capace di:
- attrarre talenti e tecnologie di frontiera;
- favorire l’incontro tra startup, industria e istituzioni;
- contribuire concretamente alla resilienza e alla competitività del sistema Paese.
Nel tempo, questo approccio può generare un effetto sistemico: rafforzare il tessuto imprenditoriale cyber nazionale, favorire l’emergere di soluzioni mature e credibili e contribuire alla costruzione di una filiera dell’innovazione più solida, capace di sostenere la competitività e la resilienza digitale del Paese.
Per Frontiere, Fucina Cyber Lab rappresenta quindi l’opportunità di trasformare l’accelerazione in un’infrastruttura di lungo periodo, in grado di creare impatto concreto e duraturo sull’ecosistema cyber.
Quali sfide e opportunità intravedete per il sistema Paese e per le startup che parteciperanno?
La principale sfida per il sistema Paese è trasformare l’innovazione cyber in capacità strutturata, capace di rispondere a minacce sempre più sofisticate e a un contesto normativo in continua evoluzione. Questo richiede soluzioni tecnologiche mature, affidabili e pronte all’adozione, non solo eccellenze isolate.
Per le startup, la sfida è superare la fase critica della crescita: scalare tecnologie già esistenti, renderle robuste dal punto di vista architetturale e di sicurezza, e dimostrarne il valore in contesti reali, spesso enterprise o regolati.
L’opportunità, per entrambi, è significativa. Per il sistema Paese, Fucina Cyber Lab può contribuire a rafforzare un tessuto imprenditoriale cyber più solido e competitivo, favorendo autonomia tecnologica e capacità di risposta.
Per le startup, il programma rappresenta l’occasione di accelerare il passaggio dal potenziale alla maturità, riducendo il tempo necessario per arrivare al mercato con soluzioni credibili, scalabili e sostenibili.
In questo senso, Fucina Cyber Lab si pone come un acceleratore che lavora sull’impatto, creando valore sia per le imprese che per l’ecosistema nel suo complesso.
Se dovessi sintetizzare in una frase cosa significa per Frontiere essere main partner tecnico di Fucina Cyber Lab?
Essere main partner tecnico di Fucina Cyber Lab significa mettere competenze ingegneristiche e cultura della sicurezza al servizio di un programma di accelerazione costruito sull’esperienza e orientato alla crescita reale delle startup.
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